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sabato 5 novembre 2011

MARTORANA

Come molti di voi sapranno, durante queste festività d' inizio novembre, tutte le pasticcerie e i panifici sono avvolti da un meraviglioso profumo di essenza di mandorle, zucchero e cannella...e in ogni casa siciliana che si rispetti la mamme e le nonne si dilettano nella preparazione di questo succulento dolce: la FRUTTA MARTORANA. Tante belle, coloratissime e docissime formine di pasta di mandorle.
La tradizione vuole che questi dolci siano stati inventati da alcune suore che, per sostenere le spese del covento nel quale risiedevano, si sono inventate questo impasto di farina di mandorle con vari oli, creando con delle formine di terracotta paste di frutta, o altro, per poi rivenderle. Originariamente la ricetta era segreta ma una delle bambine educata dalle suore, iniziò a lavorare nella loro cucina, riuscì con astuzia a rubare la ricetta e tramandare la tradizione...Oggi la tradizione viene portata avanti della piccola bambina, la signora Maria Grammatico dell' '"Antica pasticceria Grammatico", nell'antico borgo medievale di monte Erice.
Questa è la nostra versione della frutta martorana, che molti conoscono come "pasta di mandorle" o "pasta reale". Dovrebbe essere naturalmente gluten free ma tuttavia molte pasticcerie per risparmiare,  preferiscono mischiare alla farina di mandorle farina di grano. E la differenza si sente.
Ecco, in ritardo, la nostra versione della frutta martorana, poco colorata perchè alla nostra celiaca non piace l'aggiunta dei coloranti.


INGREDIENTI

1 kg di mandorle pelate;
800 zucchero;
280 ml acqua;
3 gocce di olio di mandorla amara;
8 gocce di olio di cannella;
3 chiodi di garofano.

PREPARAZIONE

Frullate le mandorle fino a renderle quasi farina. In un tegame versare l'acqua, gli oli, i chiodi  di garofano e lo zucchero; mettere sul fuoco e portare ad ebollizione per 2 minuti. Aggiungere tutta la farina di mandorle mescolando per bene. Spegnere dopo 3 minuti al massimo. Lasciare raffreddare e passare l'impasto poco per volta in un robot da cucina, in modo da lisciare l'impasto e renderlo più omogeneo.

1 commento:

Vale ha detto...

ne mangerei fino alla nausea... e colorata!!

chissà se a Roma li trovo gli stampini...

perfetta!